VENETO

|
Abitanti: 4.500.000
Capitale della regione: Venezia
Province: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza
Superficie vitata: 75.314 Ha
Principali varietà a bacca bianca: Garganega, Trebbiano di Soave, Pinot Grigio, Prosecco, Lugana, Vespaiolo
Principali varietà a bacca rossa: Corvina, Rondinella, Molinara, Merlot, Cabernet Franc, Raboso
Il Veneto si affaccia sul mare Adriatico a est con costa bassa e uniforme; a nord è regione montagnosa e comprende rilievi prevalentemente calcarei. Il passaggio tra montagna e pianura non è brusco, per la presenza di colline. La grande pianura si estende tra le rive del Mincio ed il lago di Garda ad ovest fino al Tagliamento ad est. Una pluralità quindi di microclimi, di cui beneficiano i vigneti. Questa regione è il terzo produttore, in termini quantitativi, dopo la Sicilia e la Puglia. Venezia, il capoluogo, fino dal Medio Evo fu città trainante per lo sviluppo economico, specialmente agricolo: i vini, già allora erano apprezzati ed esportati nelle più importanti capitali d'Europa. L'alta concentrazione di vigneti è ancora elemento dominante intorno a Venezia, grazie a suoli fertili e vocati e alle temperature temperate. Diverse sono le appellazioni della regione, che esprimono vitigni e vini unici, grazie alle loro peculiari localizzazioni, dislocate tra montagna, collina, pianura, lago e costa, che rendono il Veneto la regione più eterogenea d'Italia. Le uve bianche e rosse allevate nelle zone più idonee, a bassa resa, producono vini di eccellenza.
Il Veneto fu, inizialmente abitato da popolazioni chiamate Euganee, sempre compresse dall'avanzata di altri popoli, Reti, Veneti, Galli, Etruschi, tuttavia riuscirono a mantenere la propria individualità, fino alla conquista romana. Con l'ordinamento augusteo, il Veneto divenne la X Regio. La costruzione delle città e delle grandi strade romane ebbe un influsso decisivo: promosse l'unificazione politico amministrativa e quella sociale. La lenta decadenza, contestuale alla caduta dell'impero romano, fu aggravata da numerose invasioni barbariche: la regione divenne teatro di guerra, con la distruzione di città e la fuga di parte delle popolazioni verso la laguna. La frattura fra la terraferma, occupata dai Longobardi, e la laguna fu ricomposta nei quattro secoli di dominio della Repubblica di Venezia, portatrice di risultati tangibili nell'unificazione culturale, architettonica, agricola e sociale. Nel 1797 la Repubblica fu sacrificata da Napoleone all'Austria, che la unì alla Lombardia, per formare il Regno Lombardo-Veneto. I moti del Risorgimento furono particolarmente intensi, tuttavia i Veneti dovettero aspettare fino al 1866 (guerra austro-prussiana) per essere uniti all'Italia. |